| ricerca con Google: Vacanze Jesolo lido - risultati |
|
| Benvenuti a Garden Paradiso: Vacanze Jesolo lido -Artigianato: la ceramica La città fu un importante centro di produzione ceramica, iniziata con la lavorazione “a sgraffio”. Nel sec. XVI le maioliche veneziane furono caratterizzate da un ornato in turchino a motivi di foglie, fiori e frutti di gusto orientale su fondo azzurrino tendente al grigio. In questo campo si distinsero Maestro Lodovico, Maestro Iacopo da Pesaro e Domenico da Venezia. Nei sec. XVII-XVIII, per influsso dei “bianchi” importati da Faenza, Lodi e Savona, si diffuse la moda dei latesini["latesino_o_lattesino", che divennero una delle maggiori espressioni artistiche di questo centro. La prima fabbrica di porcellana venne fondata a Venezia nel 1720 da Francesco Vezzi, e produsse una pasta dura decorata per lo più a motivi orientali. Una seconda fu fondata nel 1761 da Nathaniel F. Hewelcke, proveniente da Meissen["meissen", ma la più famosa è quella fondata nel 1764 da G. Cozzi, che produsse porcellane di pasta dura ibrida, dalle forme rococò["rococo" molto mosse e dalla ricca tavolozza dominata da particolari tonalità di rosso ferro, verde smeraldo e violetto, con motivi di fiori, insetti, cineserie, monogrammi. La fabbrica produsse anche biscuit["biscuit" modellati con prezioso gusto miniaturistico. Artigianato: il merletto Il merletto["merletto" ad ago fu una creazione veneziana maturata nel corso del Cinquecento col passaggio dal reticello al “punto in aria”, cioè a un tipo di merletto che non appoggia su alcuna impalcatura di base; questo aprì poi la via a trine sempre più perfette e complicate, di alto valore d'arte. La trina di Venezia divenne quasi un'industria nel Seicento, con la creazione di manifatture e laboratori; i modelli furono gelosamente custoditi. Dalla trina di Venezia si giunse nel sec. XVII al sontuoso merletto eseguito col “punto tagliato a fogliame”, più noto come gros point de Venice, con effetti di rilievo ottenuti da un doppio e triplice lavoro. Nel Settecento venne prodotta la trina detta “a roselline”, col fondo animato da nodini e sbarrette. Altra trina è quella di Burano, col fondo a maglie tonde dal caratteristico effetto ondeggiante. Musei Le Gallerie dell'Accademia costituiscono una splendida raccolta di pittura veneta dal sec. XIV al XVIII. Fra le opere più importanti sono varie Madonne di G. Bellini, il ciclo della Leggenda di S. Orsola di V. Carpaccio, dipinti del Mantegna["mantegna_andrea", di Piero della Francesca["piero_della_francesca", Giorgione (La Tempesta), Tiziano, Veronese, Tintoretto (Miracoli di S. Marco); inoltre di Paolo Veneziano["paolo_veneziano", Iacobello del Fiore["iacobello_del_fiore", Cima da Conegliano["cima_da_conegliano_giambattista_cima_detto_", C. Tura["tura_cosme", P. Bordone["bordone_o_bordon_paris", Palma il Vecchio["palma_il_vecchio_iacopo_negretti_detto_", L. Lotto["lotto_lorenzo", G. B. Tiepolo, G. B. Piazzetta["piazzetta_giovanni_battista", R. Carriera, ecc. Assai significativa anche la pinacoteca della Fondazione Querini-Stampalia, con opere di Catarino["catarino_o_caterino", G. Bellini, Palma il Vecchio, A. Schiavone["schiavone_andrea_meldolla_detto_lo_", G. B. Tiepolo, P. Longhi, A. Longhi, ecc. Il Museo Correr, che ha sede nell'ala napoleonica delle Procuratie, conserva notevoli opere dei Bellini, di Carpaccio, C. Tura, L. Lotto, Antonello da Messina["antonello_da_messina" e altri, oltre a bronzetti, mobili, ceramiche dal sec. XIV al XVIII. Il Museo Archeologico vanta notevoli sculture greche e romane e altro materiale, soprattutto di età ellenistica. Degna di nota infine la Fondazione P. Guggenheim, interessante raccolta di arte contemporanea, soprattutto delle cosiddette “avanguardie storiche” della prima metà del Novecento. |