Campeggio mare

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Campeggio mare

Benvenuti a Garden Paradiso: Campeggio mare -Costruita sull'acqua, a mosaico, su 119 isolotti emergenti dalla piatta distesa lagunare, tra la terraferma (a 4 km di distanza) e il mare aperto (a 2 km), la città presenta una singolare pianta asimmetrica, con un nucleo centrale diviso in due parti disuguali dal CanalGrande o Canalazzo (3.800 m dalla stazione di Santa Lucia alla punta della Salute), largo in media 50 m, che snodandosi da NO a SE taglia nettamente in due la città, con andamento a S rovesciata. A metà circa del Canal Grande, che è fiancheggiato da meravigliosi palazzi (Vendramin Calergi, Fondaco dei Tedeschi, Grimani, Foscari, Rezzonico, Corner, Ca' Pesaro, ecc.) e da chiese, presso il ponte di Rialto, dove è ubicato tuttora il centro commerciale e amministrativo, sorgeva il nucleo primitivo, attorno al quale si sviluppò successivamente l'abitato; il centro storico e monumentale rimane la splendida piazza San Marco, con la vicina piazzetta; vi si affacciano alcuni complessi architettonici unici al mondo: la basilica di San Marco, le Procuratie, la loggetta e la zecca, con la Biblioteca marciana, e la facciata occidentale del grandioso, originalissimo Palazzo Ducale. Nella parte sudorientale, oltre la passeggiata della riva degli Schiavoni, verso l'arsenale, sono i giardini fatti costruire da Napoleone (1807), che in parte ospitano l'Esposizione internazionale d'arte moderna; più a est sorge l'isoletta di Sant'Elena, con il Collegio navale e gli impianti sportivi. Caratteristica della città è lo strano reticolo viario costituito da una fitta rete di canali (160) detti rii (solo il Canal Grande, il canale della Giudecca e quelli lagunari hanno la denominazione di canali), percorsi da barche, barconi, motonavi, motoscafi, vaporetti e dalle tradizionali, eleganti gondole, talora fiancheggiati da strette strade (le fondamenta) e attraversati da ben 369 ponti, per lo più dalla caratteristica forma a dorso d'asino e che portano spesso nomi molto suggestivi (ponte dei Sospiri, ponte dei Pugni, ponte Storto, ponte dell'Osmarin, ponte della Fava, ponte del Paradiso, ponte della Misericordia, ecc., oltre ai tre maggiori sul Canal Grande: della Stazione o degli Scalzi, il maestoso ponte di Rialto e il ponte dell'Accademia, in legno e ferro) e inoltre da innumerevoli, animatissime viuzze dette calli o callette (rughe o salizzade, quelle selciate per prime; rii terrà quelle corrispondenti a vecchi canali interrati), allargantisi in piccole piazze dette campi o campielli (unica piazza è quella di San Marco, nella Venezia storica, e piazzette quelle a essa adiacenti: l'una verso il molo, l'altra verso la torre dell'Orologio; di più recente costruzione, la piazza della Stazione ferroviaria e il vicino piazzale Roma, capolinea di una fitta rete di linee automobilistiche). Un grandioso ponte ferroviario e stradale (ponte della Libertà 3.623 m) collega la città alla terraferma. Attorno al nucleo centrale attraversato dal Canal Grande e diviso in sestieri (San Marco, Castello, Cannaregio, sulla sinistra del Canal Grande; Santa Croce, San Polo, Dorsoduro sulla destra) sorgono dalle acque della laguna a NE le isole di San Michele (cimitero) e di Murano; a sud, l'arcipelago della Giudecca e l'isola di San Giorgio Maggiore; a est, la Certosa, le Vignole; più a sud, Sessola, San Clemente, Santo Spirito; quindi San Lazzaro e le strette isole di Malamocco (con il Lido e Alberoni) e di Pellestrina; più lontane, disseminate nella laguna, le isole di Burano, San Francesco del Deserto, Torcello, Sant'Erasmo, ecc.
Il clima è temperato, tra marittimo e continentale, con forti escursioni stagionali, grande umidità e frequente nebbiosità in autunno-inverno: temperatura media annua, 13-14 °C (media di gennaio, 1-2 ºC, di luglio, 23 ºC) e un'ottantina di giorni di pioggia all'anno.
Ancora in aumento negli anni Cinquanta e Sessanta, la popolazione comunale ha fatto registrare una sensibile diminuzione nei due decenni successivi, nel corso dei quali ha perso rispettivamente 17.000 e 14.000 unità. Va però rilevato che i dati ufficiali si riferiscono alla popolazione dell'intero territorio comunale, che comprende anche i popolosi insediamenti sulla terraferma (primo fra tutti Mestre, di cui si è più volte ventilata la separazione) oltre alla vera e propria città di Venezia. Se ci si riferisce solo a quest'ultima, la tendenza alla diminuzione, che risale all'immediato dopoguerra, ha portato in pochi decenni al più che dimezzamento del numero degli abitanti, passati dai 175.000 del censimento 1951 agli 80.000 circa del 1991. Per bloccare la tendenza all'esodo verso la terraferma, che negli anni Novanta si è leggermente attenuata, sempre più urgenti appaiono il restauro e il risanamento del patrimonio edilizio del centro storico, dove la maggior parte degli alloggi si presenta in condizioni di inabitabilità e in progressivo disfacimento. Donde l'esodo dei Veneziani, e la conseguente degradazione economica, per bloccare la quale occorre l'effettiva attuazione degli urgenti interventi, di cui da troppo tempo si discute. La mancanza di opere sistematiche di protezione idrogeologica, l'industrializzazione indiscriminata della retrostante terraferma, l'irrazionale sfruttamento delle falde acquifere per l'approvvigionamento idrico, l'accentuato bradisismo e l'aumentata frequenza dell'acqua alta, il pericolo d'inquinamento atmosferico per la vicinanza delle grosse industrie chimiche di base hanno enormemente aggravato i mali della città lagunare. Ormai da tempo sono stati approvati i piani particolareggiati e gli appositi “indirizzi” per la formazione del piano comprensoriale di Venezia e del suo entroterra, che impegna tutti i comuni interessati (sedici: Chioggia, Iesolo, Dolo, Mogliano Veneto, ecc.) al ristabilimento del delicato equilibrio naturale idrogeologico e paesaggistico della città. Alla sua attuazione sono stati destinati non pochi miliardi stanziati da organismi italiani e internazionali. Numerosi sono infatti i comitati sorti in tutto il mondo per raccogliere fondi, oltre a quelli italiani. Stranieri sono anche molti comitati di restauro operanti nella città, intenti al restauro di opere murarie, dipinti e arredi in chiese e palazzi corrosi dall'umidità e dalle acque inquinate. L'equilibrio instabile della laguna, la confusa situazione urbanistica di Mestre, la difficoltà di coordinare le esigenze dello sviluppo industriale del retroterra (terza zona industriale di Marghera) con quelle di sopravvivenza fisica ed economica del capoluogo rendono problematica la soluzione immediata dei gravi problemi che affliggono la città.